In questo ambiente, un atto del 1890 includeva la presenza di una donna la quale si toglieva lentamente i vestiti in cerca di una pulce come nel video pornografici sul proprio corpo. I crediti per aver dato origine allo spogliarello moderno vanno all’Almanacco Popolare. Nel 1905 la nota e tragica ballerina olandese Mata Hari, uccisa per un colpo di arma da fuoco in quanto considerata spia dalle autorità francesi durante la Prima Guerra Mondiale, ebbe un immenso successo durante la notte di debutto del suo atto presso il Muséè Guimet. L’atto più celebre fu il suo spargere progressivo di abiti finché non rimase con indosso solo un reggiseno di gioielli e alcuni ornamenti sulle braccia e la testa. Un’altra prestazione considerata video pornografici punto di riferimento fu l’apparizione al Moulin Rouge, nel 1907, di un’attrice chiamata Germaine Aymos, la quale entrò vestita solo con tre piccole conchiglie. Negli anni 20 e 30 del XIX secolo, la famosa Josephine Baker ballò in topless nella danza sauvage al Folies e altre esibizioni simili venivano offerte anche al Tabarin. Questi spettacoli furono notevoli per le sofisticate coreografie e i vestiti scintillanti, di paillettes o con piume, che le ragazze spesso indossavano. Nel suo libro del 1957 intitolato “Mythologies” il semiologo Roland Barthes interpretò questo spogliarello parigino come uno “spettacolo mistificante”, “un rito rassicurante” dove “il male è pubblicizzato al meglio per impedire di esorcizzarlo”. Gli spettacoli di “nudo integrale” come nel video pornografici degli anni ‘60, venivano offerti in posti come al salone.